novembre dicembre 2007

 
 
 
Eccomi

Elohìm (Dio in ebraico) dice “Ieì or”, sia luce.
È evidente che la luce è assoggettata alla parola.
Alcuni sarebbero stati più felici del contrario, ma come si fa se è il Supremo a volerlo?
Questo ci porta alla considerazione che il buon Dio evidentemente aveva già creato l’atmosfera attorno al pianeta prescelto, così che il suono delle Sue parole si potesse propagare, lasciando al vuoto dell’universo la possibilità di dialogare solo con la luce. Va bene così.
Cosa terribile è la natura umana che ci fa avvicinare e condividere per solitudine: possiamo scambiarci informazioni circa esperienze, che… non saranno mai uguali. Per fortuna ciascun universo-isola è sufficientemente simile a quello di tanti altri di noi, da consentirci comprensione deduttiva o empatia o vicinanza, appunto.
Altra fortuna è che ogni tanto l’occhio ritrova un po’ dell’innocenza percettiva dell’infanzia, quando il senso non era immediatamente e automaticamente subordinato al concetto.

Un mondo di colori?
La maggior parte delle creature sono completamente cieche al colore. Le api come ha dimostrato von Frish, riconoscono solo pochissimi colori. Il senso del colore, altamente sviluppato nell’uomo, è un lusso biologico, inestimabilmente prezioso per lui in quanto essere spirituale ed intellettuale, ma inutile alla sua sopravvivenza come animale. E sembrerebbe leggendo antichi testi, che sotto questo aspetto il progresso è stato prodigioso. Un artista è congenitamente attrezzato a “vedere” sempre. La sua percezione non è limitata a ciò che è biologicamente o socialmente utile: egli vede cose nelle pieghe di un tessuto che altri annienterebbero con un ferro da stiro.
Interessanti sono anche i colori dei mondi soprannaturali abitati dagli dei, i paradisi, i regni delle fate: luminosi, colorati, di superiore bellezza tanto che parole umane non possono descrivere. Sono mondi dove la sabbia è fatta di perle, i frutti sono gioielli (e oggi costano come tali), i fiumi sono d’oro… Ma perché?
Ritorniamo così alla luce: un sasso non ha luce come una pietra preziosa. Così per sognare e rendere irraggiungibile un sogno, bisogna che ci siano cose che non possiamo avere facilmente.

Colori da sogno
Riporto che il prof. Calvin Hall, dopo aver raccolto i resoconti di migliaia di sogni, ci dice che circa il 60% di tutti i sogni sono in bianco/nero: “solo 1 sogno su 3 è colorato o c’è del colore”. Alcuni di noi non sperimentano mai il colore nei loro sogni. In realtà sembrerebbe che il colore nei sogni non darebbe alcuna informazione circa la personalità del sognatore in quanto noi sognamo simboli (desideri, frustrazioni, disapprovazioni, timori) che non necessitano di connotazioni ulteriori. Il colore è evoluzione della percezione della realtà e ad essa resta legata; così che gli elementi reali del nostro sogno che peschiamo nella memoria, saranno colorati.

Questa letterina di auguri e ringraziamenti a tutti voi non ha bisogno di colore: è sufficiente l’inchiostro nero sul foglio bianco.

Enrico Ricciardi
enrico.ricciardi@mixxnow.com

 
 
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