| Eccomi
Elohìm (Dio in ebraico) dice “Ieì
or”, sia luce.
È evidente che la luce è assoggettata
alla parola.
Alcuni sarebbero stati più felici del contrario,
ma come si fa se è il Supremo a volerlo?
Questo ci porta alla considerazione che il buon
Dio evidentemente aveva già creato l’atmosfera
attorno al pianeta prescelto, così che
il suono delle Sue parole si potesse propagare,
lasciando al vuoto dell’universo la possibilità
di dialogare solo con la luce. Va bene così.
Cosa terribile è la natura umana che ci
fa avvicinare e condividere per solitudine: possiamo
scambiarci informazioni circa esperienze, che…
non saranno mai uguali. Per fortuna ciascun universo-isola
è sufficientemente simile a quello di tanti
altri di noi, da consentirci comprensione deduttiva
o empatia o vicinanza, appunto.
Altra fortuna è che ogni tanto l’occhio
ritrova un po’ dell’innocenza percettiva
dell’infanzia, quando il senso non era immediatamente
e automaticamente subordinato al concetto.
Un mondo di colori?
La maggior parte delle creature sono completamente
cieche al colore. Le api come ha dimostrato von
Frish, riconoscono solo pochissimi colori. Il
senso del colore, altamente sviluppato nell’uomo,
è un lusso biologico, inestimabilmente
prezioso per lui in quanto essere spirituale ed
intellettuale, ma inutile alla sua sopravvivenza
come animale. E sembrerebbe leggendo antichi testi,
che sotto questo aspetto il progresso è
stato prodigioso. Un artista è congenitamente
attrezzato a “vedere” sempre. La sua
percezione non è limitata a ciò
che è biologicamente o socialmente utile:
egli vede cose nelle pieghe di un tessuto che
altri annienterebbero con un ferro da stiro.
Interessanti sono anche i colori dei mondi soprannaturali
abitati dagli dei, i paradisi, i regni delle fate:
luminosi, colorati, di superiore bellezza tanto
che parole umane non possono descrivere. Sono
mondi dove la sabbia è fatta di perle,
i frutti sono gioielli (e oggi costano come tali),
i fiumi sono d’oro… Ma perché?
Ritorniamo così alla luce: un sasso non
ha luce come una pietra preziosa. Così
per sognare e rendere irraggiungibile un sogno,
bisogna che ci siano cose che non possiamo avere
facilmente.
Colori da sogno
Riporto che il prof. Calvin Hall, dopo aver raccolto
i resoconti di migliaia di sogni, ci dice che
circa il 60% di tutti i sogni sono in bianco/nero:
“solo 1 sogno su 3 è colorato o c’è
del colore”. Alcuni di noi non sperimentano
mai il colore nei loro sogni. In realtà
sembrerebbe che il colore nei sogni non darebbe
alcuna informazione circa la personalità
del sognatore in quanto noi sognamo simboli (desideri,
frustrazioni, disapprovazioni, timori) che non
necessitano di connotazioni ulteriori. Il colore
è evoluzione della percezione della realtà
e ad essa resta legata; così che gli elementi
reali del nostro sogno che peschiamo nella memoria,
saranno colorati.
Questa letterina di auguri e ringraziamenti a
tutti voi non ha bisogno di colore: è sufficiente
l’inchiostro nero sul foglio bianco.
Enrico Ricciardi
enrico.ricciardi@mixxnow.com |